Nel diario di Santa Faustina Kowalska ho trovato questo interessantissimo schema che le suore tenevano, scrivendo le vittorie e le sconfitte interiori di ogni mese.
È uno schema diviso in mesi, e poi in VITTORIE e CADUTE.
Comandamenti di Dio
Voti Poverà
Voti Castità
Voti Obbedienza
Regole
Amore del prossimo
Umiltà
Pazienza
Mitezza
Buon nome del prossimo
S. Messa
S. Comunione
Meditazione
Esame particolare
Comportamento
con Dio e col confessore
con le Superiore
con le suore ed educande
con i laici
Si può leggere che ad esempio a novembre la santa ebbe 38 VITTORIE di amore del prossimo, a gennaio 78. Ebbe nei vari mesi però 3 cadute sempre per l'amore del prossimo, e poi cadute di umiltà, di S. Messa, di comportamento con le superiore,,,,
Un grande insegnamento.
Le impressioni del Pirelli non avevano tradito, e così è quello di Paracchini il primo nome iscritto all’albo d’oro della Gran Corsa Siepi d’Italia. Ma è stata tutt’altro che una passeggiata, perché l’avversario dichiarato, Royal Mougins, gli ha mostrato fino in fondo di che pasta è fatto e solo una testa ha diviso i due sul palo.
Galandas non si è tirato indietro, così come Shanbel: entrambi hanno corso inseguendo il bersaglio grosso, il terzo e quinto posto rispettivamente sono tanto giusti quanto gratificanti.
Previsioni rispettate anche laddove si vedeva fosco, ovvero Jam-Bella: la misconosciuta grigia di Olehla non è stata inviata in vacanza, portando a casa la quarta moneta.Lungo i 4.000 dell’otto meranese sono partiti di gran carriera Terebesz e Barry Hirsch. Hanno imposto cadenza svelta, alternandosi al comando, salvo rifiatare prima di rilanciare l’azione all’ultimo giro.
Qui la gara s’accendeva, sulla siepe di metà del rettilineo opposto alle tribune il gruppo compatto aveva perso lungo la marcia solo Exit Equity (fermato), mentre Paracchini metteva il naso in avanti. In curva alla sua coda rimanevano Galandas Shanbel e Royal Mougins racchiusi in un fazzoletto, il campione di Holcak sopravanzava i due e in retta era tenzone tra i campioni cechi.
Royal all’esterno sembrava mettere la freccia, Paracchini però non demordeva e alzato da terra da Bartos rientrava chiudendo la partita di una testa. «Il terreno – commentava a fine corsa il trainer Josef Vana – mi confortava prima della corsa.
L’avvicinamento alla gara è filato liscio, Bartos l’ha interpretato così come da schema previsto: ciononostante l’arrivo è stato da batticuore».
Dal Diario di Santa Faustina Kowalska, 2 marzo 1938
Durante la santa Messa ho visto Gesù disteso in croce che mi ha detto: «Mia discepola, abbi un grande amore per coloro che ti fanno soffrire, fa' del bene a coloro che ti odiano».
Ho risposto: « O mio Maestro, Tu vedi bene che non ho sentimenti d'amore per loro, e questo mi rattrista».
Gesù mi ha risposto: «Il sentimento non è sempre in tuo potere. Da questo riconoscerai se hai amore, se dopo aver ricevuto dispiaceri e contrarietà , non perdi la calma, ma preghi per coloro dal quali hai ricevuto le sofferenze e desideri per loro il bene».
Dal Diario di Santa Faustina Kowalska. Sesto Quaderno. 20 aprile 1938.
(A Faustina fu detto che non avrebbe potuto ricevere Gesù con la Comunione perché era troppo debole, e che sarebbe dovuta rimanere a letto. Lei ne fu addolorata ma disse «Va bene». Da questa premessa, il racconto dell'accaduto)
Quando il mio desiderio ed il mio amore raggiunsero il grado più alto, all'improvviso vidi accanto al mio letto un Serafino, che mi porse la santa Comunione pronunciando queste parole: «Ecco il Signore degli Angeli».
Dopo che ebbi ricevuto il Signore, il mio spirito s’immerse nell'amore di Dio e nello stupore. Il fatto si ripeté per tredici giorni, però non avevo la certezza che il giorno dopo me l'avrebbe portata, ma abbandonandomi a Dio, avevo fiducia nella Sua bontà, e non osavo nemmeno pensare che l'indomani avrei ricevuto la santa Comunione in quel modo.
Il Serafino era circondato da un grande splendore, traspariva da lui la divinizzazione e l'amor di Dio. Aveva una veste dorata e su di essa indossava una cotta trasparente ed una stola pure trasparente. Il calice era di cristallo ed era coperto da un velo trasparente. Appena m'ebbe dato il Signore, scomparve.
Una volta che avevo un dubbio, che mi era venuto poco prima della santa Comunione all'improvviso venne di nuovo il Serafino con il Signore Gesù. Io però rivolsi una domanda al Signore Gesù, e non avendo ricevuto risposta, dissi al Serafino: «Mi potresti confessare?». Ma egli mi rispose: «Nessuno spirito celeste ha questo potere». In quell'istante l'Ostia si posò sulle mie labbra.
Oggi è venuta a trovarmi una persona secolare, per colpa della quale ho avuto molti dispiaceri. Ha abusato della mia bontà mentendo su parecchie cose.
In un primo momento, appena l'ho vista, mi si è gelato il sangue nelle vene, dato che mi è venuto davanti agli occhi tutto quello che avevo dovuto soffrire per causa sua, sebbene avessi potuto liberarmene con una sola parola. E mi è passata per la testa l'idea di farle conoscere la verità in modo deciso ed immediato.
Ma subito mi si è presentata davanti agli occhi la divina Misericordia ed ho deciso di comportarmi come si sarebbe comportato Gesù al mio posto.
Ho cominciato a parlare con lei con dolcezza e, siccome ha voluto conversare con me a quattr'occhi, le ho fatto chiaramente conoscere, in maniera molto delicata, il triste stato della sua anima. Ho visto la sua profonda commozione, sebbene la nascondesse davanti a me.
...
Ma se non fosse intervenuta la grazia di Dio, non sarei stata in grado di agire in questo modo con lei. Ho ringraziato Iddio per la Sua grazia che mi ha sostenuto in questo tempo. Ad un tratto ho sentito queste parole: «Sono contento che ti sia comportata come una vera figlia Mia. Sli sempre misericordiosa, come sono misericordioso Io. Ama tutti per amore verso di Me, anche i più grandi nemici, in modo che si possa riprodurre in pieno nel tuo cuore la Mia Misericordia».
O Cristo, è vero che occorrono sacrifici molto grandi, ma con la Tua grazia si può fare tutto.